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29 maggio 2009 5 29 /05 /maggio /2009 19:33

Alla cortese attenzione dell’On. DAVICO Michelino

Sottosegretario del Ministero dell’Interno

 

Gentile Senatore ,

                            Nel ringraziarLa per aver voluto questa occasione di dialogo, la Segreteria provinciale SIAP intende, con la presente, tentare di argomentare  alcuni punti sui quali si sia necessario un deciso intervento, affinché alcune problematiche di rilievo - condivise da tutte le segreterie provinciali SIAP del Paese e in perfetta linea  politico-sindacale  con le posizioni assunte dalla Segreteria Nazionale SIAP,   possano trovare soluzioni immediate - affinché possa l’aspettativa forte che anima il nostro vissuto professionale tradursi in migliori condizioni di lavoro e quindi maggiore livello delle prestazioni rese nei confronti del cittadino :

 

1)    Riordino delle carriere e funzioni che possa fungere  da serio volano per la valorizzazione e la qualificazione – finalmente – della professionalità acquisita e acquisenda degli operatori della sicurezza. In tale senso appare necessario evidenziare - come d’altronde per i punti successivi -  che la coalizione di questo Governo, aveva pubblicamente assunto precisi impegni nella precedente campagna elettorale politica nazionale;

2)    Rinnovo contrattuale  - 2008/2009  - e integrazione specificità. Su questo punto va evidenziato che le risorse economiche attualmente messe in campo appaiono del tutto insufficienti a coprire seppur parzialmente l’innalzamento del costo della vita effettivamente prodottasi nel biennio di riferimento; con tali risorse si potranno “concedere” un aumento stipendiale al lordo mensile che non supererà una media di 70 euro per un Ispettore capo con 25 anni di servizio – qualifica parametrale media stipendiale -  nonché - in tema di specificità - indennità accessorie veramente misere per chi opera nei servizi esterni, notturni, Ordine Pubblico ecc ecc.. Tutto ciò va paragonato alla ingiusta perequazione  posta in essere, ad esempio, dal Governo nei confronti delle Forze Armate che hanno svolto servizio di pattugliamento nelle città per i componenti delle quali è stata garantita una indennità di 26 Euro per turno di servizio a fronte dell’indennità di Euro 6,00 per i  Poliziotti -  i quali,  tra l’altro, nei servizi congiunti con le Forze Armate, avevano la responsabilità del servizio;

3)    Sblocco turnover. Va segnalata una situazione che vede una  Polizia sempre più “vecchia” di età  ed inferiore di numero (ogni 3 pensionamenti 1 assunzione) mentre persiste una richiesta di sicurezza sempre più incisiva da parte dei cittadini e una delinquenza sempre più agguerrita. Situazione  aggravata da continui provvedimenti dei cosiddetti pacchetti sicurezza, che richiedono sempre più impegno e controllo del territorio.  In sostanza, facendo un paragone automobilistico, si continua a cambiare motore ad un’auto, chiedendo sempre maggiore potenza, su un telaio sempre più vecchio e arrugginito, che sempre più sta cedendo;

4)    Finanziamento adeguato per sopperire ai tagli effettuati, che possano garantire un servizio ottimale operativo-investigativo  e anche logistico. Oltre a segnalare la mancanza di risorse umane, va doverosamente aggiunta la carenza di mezzi e le condizioni logistiche degli stabili che ospitano gli Uffici di Polizia. Per meglio far comprendere la questione, questa segreteria Provinciale SIAP,  intende evidenziare alcune problematiche di questa provincia: 1) Stabile Sezione Polstrada Fatiscente; 2) 9  auto della Stradale adibite alla vigilanza stradale di cui 2 non utilizzabili, cinque con quasi trecentomila chilometri,  due alfa 159 nuove che in pochi mesi hanno già accumulato un chilometraggio elevato; Questura con aree del garage non utilizzabili causa infiltrazioni di acqua che hanno fatto crollare parte del soffitto, colleghi accasermati in Questura  “sfrattati” e trasferiti presso la Scuola Allievi agenti causa perdite acqua,  le nuove alfa 159 che hanno già raggiunto in poco tempo un  chilometraggio di quasi centomila chilometri, ecc… sino ad arrivare al punto che mancano i fondi per sostituire una semplice cartuccia per le stampanti, senza parlare, poi, del problema vestiario o della difficoltà di riparare le auto per semplici guasti o elementari manutenzioni.   

 

 

 

LE POSSIBILI SOLUZIONI: QUALCHE PROPOSTA DELLA SEGRETERIA DEL SIAP DI PIACENZA.  Al fine di liberare maggiori risorse  economiche per agire quale leva positiva per quelle umane e quelle strumentali effettivamente utili  ed impiegate nel servizio operativo di Polizia il Siap di Piacenza, per il bene dei cittadini e dei poliziotti (forse un po’ meno per le classi dirigenti ad ogni latitudine), crede che occorra agire su un doppio versante:

A) una scelta della classe dirigente effettivamente meritocratica: la cosa più facile da fare ma meno produttiva, nel medio-lungo periodo, è quella di continuare a lasciarsi prendere la mano dai meri stratagemmi la cui ossatura sono i cosiddetti servizi solo spettacolari da poter pubblicizzare ed invocare come un “mantra” nei media ma che non possono essere attuati permanentemente, magari contornati da frasi populistiche (pericolose tout court se non fossimo come un paese che si definisce democratico) come:  “pugni di ferro” – “tolleranza zero” – “giro di vite”, condito da città militarizzate, con personale non specializzato per servizi di ordine e sicurezza pubblica nel modo civile e democratico. Si ritiene sia necessario far crescere una dirigenza, ad ogni livello - centrale e periferico - che faccia del criterio costituzionale dell’efficacia e del buon andamento la sua pratica quotidiana senza dimenticare che appartenenti ai ruoli dirigenti e direttivi permangono parecchio tempo nella stessa sede anziché prediligere variegate esperienze lavorative multi sede. Questo aspetto, col tempo, rischia di divenire potenzialmente dannoso, facendo venir meno i presupposti ispiratori di imparzialità e buon andamento, con possibili ripercussioni, anche gravi,  sul personale “non amico” , che continua ad essere oppresso e tenuto ai margini anche per eventi avvenuti anni prima, senza dimenticare eventuali e pericolose “connivenze” anche Istituzionali;

 

 

B) in un periodo di crisi economica (e dunque sociale) è necessario rilanciare la prospettiva di una Riforma del sistema della sicurezza: La Legge di riforma dell’ordinamento della Pubblica Sicurezza, la legge 121 del 1981 portava, in piena adesione alla Costituzione Repubblicana, un disegno volto a ricercare l’efficienza e la professionalità nell’abbandono di un’organizzazione militare per una civile ed autenticamente democratica, negli difficili del terrorismo.

Costituiva la patente affermazione di un assunto che oggi sembrerebbe, purtroppo, di nuovo messo in discussione.

Oggi però, non tanto i consequenziali vincoli europei di bilancio, ma l’enorme debito pubblico accumulatosi costituiscono un gravame economico insopportabile per ciascun cittadino, per ciascun nuovo nato; tagli, indiscriminati, fatti con la logica delle percentuali per ogni esercizio finanziario, finiscono oltre una certa soglia per erodere le capacità di risposta di un’organizzazione, di un assetto complessivo sopratutto nel caso in cui  questo è stato pensato e realizzato nel periodo cosiddetto della spesa pubblica.

Sarebbe importante, a questo punto, avere il coraggio di cambiare l’attuale sistema sicurezza,  rilanciando quello spirito riformatore della L. 121/81, che poneva le basi per un serio coordinamento.

Sarebbe importante pensare ad un nuovo modello per un servizio di polizia diverso, unitario, realmente  coordinato , che eviti sprechi e duplicazioni, dispersioni di risorse e consenta – invece – di concentrarle nei settori operativi, premiando il lavoro e i lavoratori che sono chiamati ad assumersi più rischi e maggior disagio effettivo.

Un sistema che prevede ancora 5 forze di polizia a livello nazionale, più le diverse compagini regionali, provinciali e comunali a cui si aggiungono anche le guardie dei parchi, dei comprensori, quelle venatorie e i numerosi organismi di controllo laddove, nell’ordinamento, si insinuano funzioni di accertamento e repressione amministrativo-penale di tipo speciale è un sistema, a dir poco, altamente anacronistico.

Un sistema, intrappolato tra gelosie e ritrosie oligarchiche, che non riesce nemmeno a realizzare gli obiettivi minimi del numero di emergenza unico (siamo rimasti in compagnia della sola Grecia in Europa) e l’unificazione delle sale operative provinciali.

Perché non iniziare – provare – con una sala operativa unica????

Garantirebbe un VERO e serio coordinamento.

Troppe volte la mano destra non sa cosa fa la sinistra, mentre fanno la stessa cosa.

 

         Cordialmente

Il Segretario Generale provinciale SIAP

Sandro Chiaravalloti

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Published by Siap Piacenza - in LETTERE - COMUNICATI
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