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14 febbraio 2010 7 14 /02 /febbraio /2010 14:26

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AL SIG. DIRIGENTE

COMNPARTIMENTO POLIZIA STRADALE DI                                  BOLOGNA

 

Cosa è e cosa rappresenta l’essenziale servizio della Polizia Stradale, non sono certo io  a doverlo dire  alla S.V., ma sono costretto, di certo non per causa Sua, dover esprimere il mio personale pensiero, che penso possa anche da Lei personalmente e professionalmente condiviso; condiviso da Lei come dalla maggior parte colleghi che da anni fanno parte di questo glorioso servizio !!     

         La Polizia Stradale, si è sempre contraddistinta dagli altri servizi di Polizia stradale anche non statali, in riferimento alle norme del codice della strada, per aver sempre rispettato i diritti di ogni singolo utente con contestazioni chiare e che hanno permesso al trasgressore ogni tipo di garanzia dettato dalla Legge, compresa quella decisiva del diritto alla difesa !

         Ebbene, mentre in questa città si presenzia a varie conferenze attinenti la sicurezza stradale e si incentiva la prevenzione, aimè, sono costretto a constatare, con dispiacere che così non avviene invece nella prassi interna, in quanto i veri provvedimenti risultano sempre ambigui e non trasparenti. Infatti, solo per fare un esempio,  capita,  che ad un operatore della Polizia Stradale  di Piacenza viene contestata una sanzione disciplinare per scarsa attività operativa e che nelle contestazioni viene riportata la seguente frase: “oltre a non aver verbalizzato alcuna violazione alle norme del codice della strada ….”  

         Difendersi da un’accusa disciplinare così tanto suggestiva quanto, di converso, generica da potersi definire capziosa impedisce, di fatto, quel diritto alla difesa che l’operatore è chiamato a garantire nei confronti di ogni utente della strada, confezionando verbali di accertamento e contestazione in cui siano descritti comportamenti precisi e determinati.

         In sostanza cosa si stia dicendo all’operatore non è per nulla chiaro: che non ha voluto sanzionare infrazioni effettivamente concretizzatisi, percepite ma non rilevate ? O che le deve a tutti i costi non solo cercare ma addirittura trovare garantendo una sorta di “minimo operativo” anche se non sono state effettivamente notate nel corso del turno di servizio ? Così facendo non va forse a farsi a benedire non solo la prevenzione che tanto viene pubblicizzata dal Sig. dirigente della Sezione Polstrada di Piacenza  nelle varie conferenze a cui il nostro Dirigente di Piacenza sovente partecipa ma anche la certezza del diritto e dei diritti ?

Che il Dirigente abbia voluto punire, eccedendo in solerzia ed abusando del diritto disciplinare con una contestazione opaca, un fannullone ?

Nemmeno in questo caso l’ipotesi non regge: non si dice, infatti, non sappiamo perché, nelle contestazioni, che l’operatore in questione, insieme al collega, ha rilevato durante il proprio turno un incidente sotto la pioggia, persistente per tutta la durata del servizio, e che un protagonista del sinistro si era dato alla fuga. Causa per la quale, la pattuglia, ha avviato ricerche . Non solo, nelle contestazioni , oltre a non dire che pioveva,  non viene detto che la stessa pattuglia, ha effettuato anche tutto l’itinerario comandato.

È da anni e anni, in tutta Italia, che se il tempo non lo consente e nell’itinerario non ci sono luoghi adatti per effettuare un posto di controllo,questo non si fa, in quanto, come tra l’altro viene insegnato nei corsi di specializzazione, non bisogna mettere in repentaglio la sicurezza dell’utente e dell’operatore stesso.  È l’a,b,c, della viabilità e dell’autotutela.     

Cosa diversa, come si sa, è se si vede una infrazione e l’operatore, a quel  punto, se vi è la sicurezza necessaria per fermare il veicolo lo fa, altrimenti si provvederà con una notifica differita, in quanto la sicurezza dell’utente e dell’operatore, come si è detto, va garantita!!!  Troppi colleghi abbiamo perso in circostanze simili e troppi colleghi, a causa di un fermo veicolo effettuato in modalità non sicure, sono stati segnalati alla A.G. compente.

         Se il sig. Dirigente della Sezione Polstrada ritiene, invece, che il posto di controllo si debba fare, anche in caso di neve, come ha già preannunciato informalmente allo scrivente, allora abbia il coraggio di indicare il luogo esatto dove si deve svolgere il servizio  - per ogni itinerario di servizio -  assumendosi in prima persona l’eventuale inconveniente dovuto al potenziale pericolo creato.

         Pare assistere al fatto che il capo pattuglia è responsabile, ma che a decidere, con provvedimenti disciplinari che non educano affatto ma che possono indurre all’errore siano altri. Sia ben chiaro, si sta parlando di servizi ordinari e non di quelli mirati, dove il luogo del servizio viene indicato dal comando interessato.

         Troppo comodo sarebbe decidere con la responsabilità degli altri.

Ma ritornando al provvedimento disciplinare, già a mio parere assurdo dalla partenza, la conclusione, è davvero paradossale.

         In sostanza, si dice da una parte che l’operatore non ha capito il senso del provvedimento disciplinare, per poi, aimè, infliggere allo stesso, che non ha capito a dire del dirigente della sezione, una infrazione disciplinare, senza motivare la sanzione.

         In sostanza, il collega, viene punito, senza motivo e il principio essenziale del riportare un dipendente alla “retta via” va a farsi benedire con il pericolo che il provvedimento stesso abbia ripercussioni negative non solo sull’operato dell’interessato, ma su tutti.

         Un atteggiamento che riteniamo pericoloso in quanto da una parte, si subisce un torto che non educa affatto, contrariamente alla funzione principe dello jus corrigendi del diritto disciplinare stesso e dall’altra, questi comportamenti, che appaiono abusi, possono essere facilmente imitati e scaricati, con atteggiamenti simili, nei confronti dell’utente, facendo venir meno, di conseguenza, lo spirito di garanzia e professionalità che l’Italia intera riconosce alla Polizia Stradale.

         Le chiediamo un utile intervento perché effettivamente, il Dirigente della Sezione della Polizia Stradale di Piacenza, torni, un po’ meno offuscato  da quello mche ci appare come una  smania e  ubriacature presenzialiste del conferenziere in giro per la provincia, ad occuparsi all’interno di questioni dirimenti per un moderno manager della sicurezza anche stradale: affrontare ad esempio con contatti costanti la questione logistica che in altri Uffici della Provincia sta avendo ancora impulso e risultati in termini di stanziamenti e quella motivazionale del personale a lui affidato, con strumenti come l’esempio e l’esercizio di una leadership  professionale, competente ed umana.

         Cordialmente.

 

Il Segretario Generale provinciale SIAP

Sandro Chiaravalloti

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Published by Siap Piacenza - in LETTERE - COMUNICATI
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