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5 ottobre 2013 6 05 /10 /ottobre /2013 22:23

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Come noto, a seguito di una protesta “non felice”  effettuata da un’altra sigla sindacale di polizia, La segreteria Regionale SIAP insieme a quella Provinciale di Ferrara, avevamo richiesto un incontro con il Sig. Sindaco di Ferrara.

Durante il confronto con il Sig. Sindaco Dr T. Tagliani e dopo aver consegnato allo stesso una nota di seguito riportata,  indirizzata alla Direzione Centrale Sulla Formazione dei Poliziotti,  è nata l’idea di effettuare, proprio a Ferrara, un convegno  sulla formazione dei poliziotti e sugli strumenti in dotazione, o meglio, non in dotazione.

Ebbene, quel convegno è stato realizzato e pertanto l’11 ottobre 2013 alle ora 09,30 presso la città di Ferrara, Noi del  SIAP _- Sindacato Italiano Appartenenti Polizia -  insieme all’ANFP  - Associazione Nazionale Funzionari di Polizia -  abbiamo Organizzato un Convegno dal titolo:

 

“L’INTERVENTO OPERATIVO NEI SERVIZI DI POLIZIA”

-Riflessioni sul tema e confronto tra esperienze Europee –

 

Dopo i saluti delle autorità : Presidente della Provincia Marcella Zappaterra, Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani,  Prefetto di Ferrara Provvidenza raimondo e del Questore di Ferrara Orazio D’Anna,  Effettuerà la relazione introduttiva il Segretario Provinciale di Ferrara Chiarelli Alessandro.

Seguiranno gli interventi di :

1)    Francesco Carrer Consulente Consiglio d’Europa per le forse di Polizia;

2)    Sergio Garbardino Medico capo della Polizia di Stato;

 seguirà un dibattito sul tema :

1)    Julien sapori Funzionario della Polizia Francese;

2)    Rosa Gubianes Funzionario della Polizia autonoma di Catalogna;

3)    Claude Levac Funzionario Polizia Quebec – ufficiale di collegamento per     l’Europa - ;

4)    Giuseppe Tiani Segretario generale nazionale SIAP;

5)    Enzo letizia Segretario nazionale ANFP;

6)    Emanuele Fiano Deputato . Presidente del Forum Sicurezza PD;

7)    Marco Minniti Sottosegretario di Stato alla Presidenza del consiglio dei Ministri.

8)     

 

 

Noi del Siap, insieme all’Anfp,  continuiamo a metterci in gioco e  a volerci confrontare pubblicamente per dialogare in modo trasparente con tutti e poter sempre più incidere positivamente per ottenere  una polizia sempre più preparata e democratica per il bene di tutti.

Una polizia vicina alla gente, qualitativamente vicina!

 

 

 

Il Segretario Generale Regionale SIAP

Sandro Chiaravalloti

                                                                                                              

 

Riflessione sul caso Aldrovandi e quelli successivi

All'alba del 25 settembre 2005 le Volanti della Questura di Ferrara intervengono perchè viene segnalato un ragazzo che dà in escandescenze in un parco pubblico. Dopo due scontri fisici con i poliziotti il ragazzo rimane esanime sull'asfalto, morto.

Si chiamava Federico Aldrovandi e aveva 18 anni.

Il 21 giugno 2012 la Corte di Cassazione ha confermato le condanne dei 4 poliziotti della Questura di Ferrara che sono intervenuti quella mattina e li ha condannati a 3 anni e sei mesi di carcere per eccesso colposo nell'ambito di un legittimo esercizio di un dovere.

A Trieste, il 26 ottobre 2006, due volanti intervengono su segnalazione di alcuni cittadini poichè Riccardo Rasman, un uomo affetto da schizofrenia, lanciava petardi dalla finestra. L'intervento nel suo domicilio da parte di due volanti innesca una violenta colluttazione tra l’uomo e gli operatori. L'uomo viene infine bloccato, ma muore subito dopo.

Tre dei quattro agenti intervenuti vengono condannati a sei mesi di reclusione per lo stesso titolo di reato: eccesso colposo nell'ambito dell'esercizio di un dovere.

La notte del 30 giugno 2011, a Milano, in circostanze simili, muore Michele Ferrulli di 51 anni. Le volanti intervengono su segnalazione di alcuni cittadini. Ferulli attacca gli agenti e viene contrastato. L'uomo viene infine bloccato, ma muore sull'asfalto. Nell'aprile del 2012 la Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per i poliziotti intervenuti, rei di aver colposamente ecceduto i limiti del legittimo intervento.

L'8 settembre 2011, a Roma, durante l'intervento di due volanti per una lite in famiglia, un uomo, Luigi Marinelli di 48 anni, affetto da schizofrenia, dopo aver picchiato la madre si scaglia contro gli agenti. Ne nasce una colluttazione a cui fa seguito la morte dell'uomo. La Procura ha indagato i poliziotti intervenuti e ha disposto le perizie per accertare le cause di morte. In seguito ha chiesto l'archiviazione ma è di questi giorni l'ordine del GIP di proseguire le indagini.

C'è un filo rosso che unisce tutte queste vicende: l'uso (almeno inizialmente) legale della forza da parte della Polizia si è concluso con la morte del soggetto da immobilizzare. Le cause di queste morti hanno a che fare con la colpa (accertata o ipotizzata) e non con il dolo, per cui si tratta di giudicare l'incapacità degli operatori nella gestione tecnica ed emotiva dell'evento violento.

A prescindere da come sono andati i singoli casi, su cui non ho alcuna intenzione di entrare, ciò che occorre chiedersi è se gli operatori di polizia posseggano l'addestramento necessario per fare quello che la legge li incarica di fare, che è agire l'unica forma di violenza legale che l'ordinamento riconosce, quella dello Stato. Riflettere su questo non significa voler giustificare gli errori di nessuno, ma cercare di evitare altre tragedie. Ogni uomo ha diritto alla sicurezza e alla libertà personale. La sospensione di questi diritti è uno dei momenti più delicati per un ordinamento democratico tanto che ogni sistema prevede tassativamente quando la polizia ha il diritto/dovere di usare la forza contro il cittadino. Il principio è che la quantità di forza usata deve essere la minore possibile e malgrado queste tragedie sembra che nessuno si chieda se c'è qualcosa da correggere nella formazione del personale o qualcosa da aggiungere nelle dotazioni tecniche. Questi morti in pochi anni non sono sufficienti ad insinuare un dubbio sull'efficienza di un dispositivo che regola una aspetto così delicato della vita di una comunità? Pare di no.

Il problema dello scontro fisico tra polizia e cittadini da “bloccare fisicamente” è sentito come delicato in tutto il mondo e non è un caso che nei paesi più evoluti si sia da tempo deciso di perseguire prassi operative che limitino al minimo l'uso della forza fisica della polizia sulle persone. La tecnologia, anche a basso costo, è un'opzione che molti paesi hanno scelto: Spray o Taser sono ormai sul cinturone delle migliori polizie del mondo. Questi strumenti non costano così tanto e hanno il vantaggio di non costringere gli operatori ad ingaggiare dei pericolosi corpo a corpo con le persone che devono bloccare.

Sono scelte che dovrebbero essere conseguenti ad un semplice esame di realtà: il personale delle volanti non ha la preparazione né l'allenamento, fisico ed emotivo, per gestire interventi violenti secondo il protocollo del Ministero dell'interno che, un po' come le fiabe, racconta il mondo come vorremmo che fosse ma non come è. Nel mondo ideale il poliziotto blocca l'esagitato con abili leve e lo riduce all'impotenza senza fargli male ma nel mondo reale non è così. Nel mondo reale nessuno lo addestra. Nel mondo reale il poliziotto non ha istruttori di arti marziali né palestre dove allenarsi.

Si tratta di affermare una nuova cultura del servizio di Polizia che per emergere avrà bisogno anche del sostegno delle forze politiche che si sono sempre dimostrate sensibili a questi temi.

 

 

Alessandro Chiarelli

Segretario Provinciale

Sindacato Italiano Appartenenti Polizia

Ferrara

 

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9 settembre 2013 1 09 /09 /settembre /2013 15:20

strillone1.jpgMentre taluni chiedono più controllo del territorio facendo finta di non sapere in quali condizioni ci troviamo e in quali condizioni operiamo, ma restano latitanti nel sostenere le rivendicazioni dei Poliziotti, - non si sa mai urtano la sensibilità di qualcuno- e propongono ricette miracolose con stratagemmi fantascientifiche, da odissea 2000 nello spazio, in data 2 settembre 2013 ,  dalla Questura di Piacenza viene diramata una circolare nella quale si comunica al personale della Questura, della Polfer, e della Stradale che – udite udite- :  dal 4 settembre inizia la distribuzione  delle divise estive – e già, arriva l’inverno quindi servono le divise estive  - per il personale al quale viene chiesto di effettuare il cambio solo se necessario in quanto , come è logico, evidentemente le divise non bastano per tutti. Intanto, mentre si avvicina l’inverno,  alcuni colleghi, ci informano che sarebbero arrivate le divise sperimentali per le volanti, ma in quanto non sufficienti, non verrebbero consegnate. Bene, più controllo del territorio: ma in mutande!!...  e prima o poi col monopattino in quanto mancheranno le scarpe – altro che pattuglie appiedate - . Nei prossimi giorni riunione direttivo e segreteria Siap e poi manifestazione sotto la Prefettura e chiediamo già da adesso al Sig. Prefetto di ricevere  una piccola delegazione Siap perché il piano del controllo del territorio non è più sostenibile – non lo era neanche alla sua nascita ma qualcuno doveva a nostro parere fare carriera e non ha fatto i conti con i numeri e risorse effettive e future –  siamo allo sbando, grazie alla inadeguatezza governativa, ma localmente nessuno riesce a fare una analisi e organizzare servizi in linea con le risorse,  in mancanza di investimenti e riforme. Domani ci sarà una riunione con il Questore per la contrattazione di determinati orari per i servizi di Ordine Pubblico. Noi, rivendicheremo in quella sede le nostre lagnanze e il fatto che nessuno ancora ha il coraggio di cambiare le cose – anzi in certi casi ,come la presenza obbligatoria nei processi per direttissima, peggiorano pure le cose - , mantenendo una organizzazione “sclerotica” e cercando di riparare con continue emergenze – chiamate ordine pubblico anche quando a nostro parere non lo sono -  e con quello che noi definiamo  “raggiri di norme all’italiana”  . 

 

 

          

 

Il Segretario Generale provinci

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3 settembre 2013 2 03 /09 /settembre /2013 10:24

indexCaro Direttore

A seguito della Sua replica riferita al  mio intervento odierno successivo all’omicidio avvenuto a Piacenza, intendo replicare  con la speranza che questa volta la mia nota  non venga cestinata come la precedente. Le replico nel pieno rispetto delle parti e delle persone con il solo intento che tutto possa servire atteso che anche io sono un lettore di Libertà che merita rispetto anche in funzione dei lavoratori che rappresento e che vanno difesi e stimati per i sacrifici che fanno , come lei ha ben detto e per questo  la ringrazio.  Noi del Siap, come ben sa, molte volte abbiamo denunciato fatti che si ripercuotevano negativamente sulla sicurezza sulle scelte governative e sulle scelte locali . E i fatti ci danno ragione!!  Mentre quelle sulle scelte governative, soprattutto quando a governare era il centro destra - noi non facciamo sconto a nessuno-  trovavano grande spazio, quando si criticavano le gestioni locali – questori e prefetti -  , lo spazio era poco o assente – quanti comunicati sono stati cestinati – soprattutto da una certa stampa che aveva le notizie di reato senza sforzo alcuno- che strano -   Lei ben sa quante difficoltà abbiamo avuto tanto da costringermi quasi sempre ad effettuare gesti eclatanti per trovare spazio su certa stampa per denunciare quanto avveniva in questura . Per quanto riguarda invece le operazioni di polizia o i reati consumati, i giornalisti  ricevono direttamente le notizie dalle Forze dell’ordine ed è chiaro che le notizie vengono date in un certo modo. Molto tempo fa, invece, quando in questura i giornalisti sono stati cacciati fuori con la minaccia di non essere più ricevuti ,da parte di chi si definiva democratico (sic) ,  ricordo che le notizie non venivano più date e i giornalisti erano costretti a cercarle da soli, intervistavano direttamente  i cittadini, chi aveva subito il reato ecc,  e le notizie  avevano la sua giusta dimensione. Insomma, è chiaro che è più facile e comodo  fare ogni giorno visita alle forze dell’ordine ascoltare le notizie e caso mai – lo so che è così – ricevendo  anche suggerimenti su come dire le cose ecc…. . ma tutto questo, legittimo sia chiaro, a mio parere ha inficiato in parte la realtà dei fatti nel bene e nel male distorcendo la percezione di sicurezza. Oggi, e lei lo sa, la percezione di sicurezza si misura tantissimo attraverso la stampa  . Per questo dico che la stampa ha una certa responsabilità . E la prego di ricordare  che quando c’era una certa censura e le notizie le aveva solo una certa stampa, - non mi riferisco in questo caso a  libertà –  il Siap stava con i giornalisti a sostenere la libertà di stampa e la dignità dei Suoi collaboratori e alcuni miei amici .  Troppe volte, Sig. Direttore, l’informazione non corrisponde totalmente al vero. Pertanto, ogni volta che i racconti non corrisponderanno al vero, noi del siap, ci saremo a dire la nostra, che piaccia o no! Cordialmente .

 

 

Il Segretario Generale provinciale SIAP

Sandro Chiaravalloti

 

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11 marzo 2013 1 11 /03 /marzo /2013 14:44

DEMOCRAZIACONTRO LA COMPRESSIONE DELL’ATTIVITA’ SINDACALE , POSTA IN ESSERE DAL QUESTORE GERMANA’, VOGLIAMO IL DIRITTO DI SCIOPERO REGOLAMENTATO

così come avevamo annunciato abbiamo fatto! diffidato attraverso studio legale il ministro dell'interno - vedi allegato - inoltre, anche oggi, dalle ore 00,00 alle 24 sto effettuando lo sciopero della fame- ogni lunedì- sino a quando la situazione non sarà risolta come prevede la normativa contrattuale , e in modo particolare , TANTO PER FARE UN SOLO ESEMPIO, sulla comunicazione dei cambi turno che servono a verificare il sereno svolgimento dei servizi dei colleghi. Una verifica da attuare soprattutto a favore di quei Poliziotti che svolgono servizi operativi e che il sindacato, in un momento storico in cui i poliziotti sono chiamati a maggior sacrifici causa tagli ecc… , deve tutelare maggiormente . Il disagio c'è ; e il sindacato ha il dovere di vigilare su questo, affinchè il disagio sia distribuito imparzialmente. Abbiamo incontrato il Questore e i vertici della Questura, abbiamo fatto valere le nostre ragioni, abbiamo fornito circolari Dipartimentali che rafforzano le nostre ragioni , ma nonostante tutto si continua a comunicare i dati - soprattutto sul cambio turno - con un metodo che comprime l'attività sindacale. non intendiamo arretrare di un solo passo, neanche per prendere la rincorsa. in quanto il nostro obiettivo è quello di effettuare l'attività sindacale per il bene dei colleghi. Ma per fare questo dobbiamo con tutte le forze, difendere gli scarni strumenti sindacali che abbiamo. Ricordiamo, che il poliziotti, non hanno diritto allo sciopero regolamentato e vengono negati tanti strumenti che altre categorie di lavoratori hanno. Mentre si lotta per ottenere un diritto negato come lo sciopero regolamentato che comunque garantisca i servizi essenziali, c'è chi come il Questore Germanà elimina i pochi diritti sindacali ottenuti con sacrificio. noi del Siap, non staremo a guardare e mentre Il Questore Germanà comprime l’attività sindacale; noi del Siap rilanciamo, e oggi più che mai , chiediamo il diritto di sciopero. Domani pomeriggio alle ore 18 riunione della segreteria e direttivo Siap Piacenza -- Il Segretario Generale provinciale SIAP Sandro Chiaravalloti

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5 marzo 2013 2 05 /03 /marzo /2013 10:34

58591 1482555035490 1582285213 1097745 1225053 nDiffida pubblica e legale alla A.G. competente al Ministro degli Interni . Si è dato mandato allo studio legale di diffidare il Ministro degli Interni. Intanto, continua il mio sciopero della fame sino alle ore 10 di domani per combattere il digiuno posto in essere del questore Germanà in merito al non rispetto delle norme contrattuali nella questura di PC e la mancata trasparenza del Questore che rende difficoltosa la verifica semestrale annullando un sistema di verifica raggiunto negli anni tra sindacati e amministrazione che permetteva un intervento tempestivo del sindacato per sanare situazioni critiche e violazioni contrattuali e beneficio del lavoratori e della stessa amministrazione. Nel frattempo, rileggendo gli atti, notiamo altre violazioni contrattuali laddove il Sig. Capo della Polizia ribadisce, in riferimento al contratto normativo dei poliziotti, che le convocazioni per la verifica di quanto avvenuto negli Uffici di Polizia in un semestre deve essere effettuata il mese seguente mentre alla Questura di Piacenza viene effettuato dopo 2 mesi e non vengono comunicati, così come dice il capo della polizia , le giornate da recuperare ,anno per anno, in riferimento all’aggiornamento professionale che vanno recuperate e mai si è fatto nonostante solleciti. Del resto, il Questore di Piacenza, come da accordi sottoscritti, doveva convocare i sindacati a dicembre per modificare gli accordi decentrati e in particolare l’aggiornamento del personale di Polizia utile a svolgere al meglio i propri compiti. . Anche in questa cosa la convocazione non vi è stata e il SIAP in modo costruttivo ha comunque detto che avrebbe rinnovato la richiesta senza infierire. È chiaro, a questo punto, che il dialogo e la collaborazione sono finiti e che alla prossima violazione contrattuale, il SIAP , senza alcun altro preavviso, si rivolgerà alla Autorità giudiziaria competente esclusivamente nei confronti del Ministro dell’Interno che evidentemente non vigila bene affinchè il Questore di Piacenza rispetti i contratti dei lavoratori della Polizia e i diritti sindacali ottenuti con sacrificio.

Il Segretario Generale provinciale SIAP Sandro Chiaravalloti

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4 marzo 2013 1 04 /03 /marzo /2013 15:36

band colonnaDalle 10 di questa mattina, due giorni  di sciopero della fame da ripetersi ogni settimana ( ogni lunedì)  – non posso fare di più per non rischiare di perdere l’idoneità al servizio di polizia  – per combattere il digiuno della trasparenza e del non rispetto delle norme contrattuali messo in atto dal Questore Germanà . Nel corso degli anni a seguito di dure e leali battaglie sindacali posti in essere dal SIAP, abbiamo ottenuto risultati eccellenti utilissimi a difendere i diritti dei lavoratori e i diritti sindacali. Il questore Germanà, sin da Suo arrivo a Piacenza, ha violato norme contrattuali e circolari dipartimentali vanificando l’attività sindacale trasparente del SIAP e umiliando, di conseguenza,  una categoria di lavoratori che già soffre pesantemente  a causa delle scelte governative di un paese in piena crisi . Poliziotti da difendere con energia in quanto nonostante tutto  continuano a fornire sicurezza al paese con sacrifici personali.  Dopo una serie interminabile di violazioni contrattuali, anche in tema di esame congiunto con le OO.SS., ieri, in un solo giorno, ed è questo che scatena la protesta, il Questore Germanà ha buttato nella spazzatura l’attività sindacale di 10 anni tesa a confrontarsi con l’amministrazione attraverso la fornitura di dati utili a verificare il rispetto delle norme e soprattutto le disparità di trattamento. Stesso problema – mancata trasparenza -  è avvenuto  poco tempo fa sui dati forniti per la   verifica degli orari di Ordine Pubblico tesa a controllare  che tutti i colleghi vengano impegnati in tali servizi gravosi  e senza nessun privilegio . Il tutto, negli anni, è stato conquistato con il consenso dell’amministrazione – consenso presente nei verbali di incontro e nelle risposte dipartimentali  -  . Dai ieri, autonomamente, senza alcuna considerazione di quanto riportato in atti pubblici, da circa 200 pagine utili  a verificare il tutto, i dati forniti sono stati elencati in sole  2 pagine riportanti  numeri non sufficienti a porre in essere la verifica prevista, limitando l’attività sindacale tesa a difendere i lavoratori. . Abbiamo la netta impressione che il Questore abbia da nascondere privilegi,  in quanto nelle scorse verifiche abbiano notato personale di Polizia che non partecipa all’aggiornamento professionale  - come il Capo di gabinetto - e personale che non partecipa ai servizi di O.P. come tutti gli  altri . In un Ufficio come la Questura,  non si possono permettere privilegi e privilegiati, soprattutto in questo periodo di crisi dove mancano mezzi e risorse umane.   Del resto, la questura accetta anche questo, ci sono colleghi che non effettuano servizi operativi, ma quando ci sono servizi dove c’è da guadagnare bene, spuntano come i funghi .   Per il 12 marzo p.v. ho indetto riunione di segreteria e direttivo siap al fine di decidere se organizzare una staffetta dello sciopero della fame da effettuare con tutti i membri di segreteria e direttivo siap, sino a quando non sarà ristabilita la trasparenza e la legalità presso la Questura di Piacenza.  

 

 

Il Segretario Generale provinciale SIAP

Sandro Chiaravalloti

 

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7 ottobre 2010 4 07 /10 /ottobre /2010 18:36

chiaravalloti-impastato.JPGContinua l'impegno del SIAP di Piacenza nel percorso finalizzato a sensibilizzare l'opinione pubblica "sull'importanza del ricordo" di tutte quelle persone che hanno sacrificato la propria vita per difendere  la democrazia,  la libertà,  la giustizia e i diritti fondamentali  di ogni uomo.  Ieri, a Bologna, in un incontro con gli studenti universitari, abbiamo fatto conoscenza con il fratello di Peppino Impastato  - Giovanni Impastato ( vedi foto)  - il quale ha dato già da adesso  la sua disponibilità a partecipare il prossimo anno nel percorso intrapreso – l’importanza del ricordo -  e a qualsiasi altra iniziativa contro la mafia e a favore della legalità.  Per un sindacato come il SIAP , come sempre detto, è importante questo percorso in quanto, oltre a sensibilizzare la gente su un tema importante e di interesse elevato,  ci permette di confrontarci sempre più  con la società civile e soprattutto con gli studenti, affinché - da una parte  - si possano  abbattere  muri  ed eventuali pregiudizi e - dall’altra - per far conoscere a questi ragazzi come è nato il sindacato in polizia e quali sono stati i movimenti e le   battaglie sindacali che hanno permesso di ottenere  la  Riforma della Polizia di stato e soprattutto far comprendere a questi giovani  quanto è importante avere una sicurezza interna con una polizia ad ordinamento civile,   una polizia di stato democratica e civile  che rispetti nel suo interno i diritti e la dignità dei lavoratori. Un servizio di Polizia che dia maggiori garanzie per tutti e contro la sicurezza propaganda e poco democratica.  Noi del SIAP riteniamo che è sempre più fondamentale consolidare un rapporto umano poliziotti-cittadini-giovani  ,  in quanto ancor prima di combattere le mafia, a nostro parere, bisogna anche incidere  sui ragionamenti e sui comportamenti di tipo mafioso  delle persone che ricoprono alte cariche istituzionali.

Il Segretario Generale provinciale SIAP

Sandro Chiaravalloti

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3 ottobre 2010 7 03 /10 /ottobre /2010 16:49
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12 luglio 2010 1 12 /07 /luglio /2010 14:48

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                      PIACENZASERA 12.07.2010 PROTESTA SIAP CONTINUA

 

                      la cronaca 14.07.2010 sindacati polizia contro la finanziar la cronaca 14.07.2010 sindacati polizia contro la finanziar

 

 

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30 aprile 2010 5 30 /04 /aprile /2010 20:41

 

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