SINDACATO ITALIANO APPARTENENTI POLIZIA: IL SINDACATO DELLE POLIZIOTTE E DEI POLIZIOTTI
Di Siap Piacenza - Sindacato Polizia -
Non mi sono mai interessato delle feste e delle passioni del nostro Presidente del Consiglio, in quanto ho sempre guardato al Suo Operato - in particolar modo nel settore sicurezza - che ho sempre ritenuto un vero e proprio fallimento, per ragioni che già in passato ho ampiamente esternato. Ma questa volta, lasciando le dovute valutazioni morali e giuridiche ad altri che ne hanno competenza e voglia, non posso non intervenire su ciò che si è detto sull’operato della Polizia di Stato, che a dire di alcuni personaggi vicino al Premier, la Polizia di Stato, compreso il Capo della Polizia, sono colpevoli , a loro parere, di non aver avvisato il Primo Ministro delle indagini in corso. Vorrei ricordare, a questi signori, che la Polizia di Stato, ad ordinamento civile – ecco perché forse qualche ministro preferisce quella ad ordinamento militare - deve obbedienza alla Repubblica e alle Leggi che regolano l’impiego in servizio e non possono rilevare segreti d’ufficio, in quanto, per un reato del genere, oltre a non fare il proprio dovere, i colleghi verrebbero giustamente licenziati. Così come, verrebbero licenziati se , ad un corteo di manifestanti – così come è successo di recente con le proteste degli studenti - , che intende attaccare i palazzi dello Stato Italiano, si permettesse con dolo di occupare i palazzi stessi, consentendo di violare e calpestare le Istituzioni . La polizia di Stato, in entrambi i casi, ha dimostrato che ha fatto semplicemente il proprio dovere, senza mai volersi schierare da nessuna parte – aldilà di come ognuno la pensa – collocandosi senza tentennamenti dalla parte di quei diritti costituzionali e democratici che il nostro Paese ha conquistato con il sacrificio dei nostri Padri. Così come , va rammentata, che la conquista della smilitarizzazione della Polizia di Stato, è stata ottenuta grazie ai sacrifici di molti colleghi che hanno messo a repentaglio la loro serenità e quella dei loro famigliari quando, negli anni 70, attuavano le lotte civili e non violente, attraverso il così detto sindacato carbonaro, per ottenere diritti interni e garanzie per i cittadini . Quel risultato – che oggi più che mai, con certi nostalgici militaristi, non va sottovalutato - , ci ha consentito e ci consente di non dover obbedire sempre e comunque al Potere anche quando questo potrebbe pretendere con strane “forzature” cose assurde e fuori da ogni logica democratica.
Il Segretario Generale provinciale SIAP
Sandro Chiaravalloti
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