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SINDACATO ITALIANO APPARTENENTI POLIZIA: IL SINDACATO DELLE POLIZIOTTE E DEI POLIZIOTTI

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MANIFESTAZIONI E ORDINE PUBBLICO

gruppoBandiere

 di questi tempi, ove il tessuto della nostra democrazia e del nostro Stato di diritto – a cominciare dalla Costituzione - appaiono sempre più lisi occorre sforzarci, come sindacalisti poliziotti, di dialogare.

Sto leggendo, infatti, attraverso la stampa e internet, le varie lettere di colleghi che preoccupati, cercano di far comprendere che manifestare  le proprie idee (ancorché scomode e minoritarie) è un sacrosanto diritto costituzionale, ontologicamente ad una democrazia, ma che per esercitarlo è doveroso rispettare le regole e, soprattutto, astenersi dall’usare la violenza nei confronti di chi sta lavorando per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, nei confronti di chi sta rappresentando lo Stato Italiano o sta esercitando una Sua funzione, nei confronti di chicchessia.

    Sto anche cercando, attraverso internet, di dialogare con questi ragazzi, di far comprendere loro che anche noi, poliziotti, tante volte siamo  d’accordo con le rivendicazioni di chi sta manifestando  ma che nel contempo, nonostante ciò, il nostro dovere è quello di scongiurare il perpetrarsi ogni tipo di violenza, ogni tipo di aggressione, di sanzionare – utilizzando la giusta proporzione e mai cercando lo scontro preventivo –  ogni tipo di illegale distorsione dell’esercizio del diritto a riunirsi per manifestare le proprie idee.  Caro Direttore mi creda è il nostro delicato mestiere e vorrei poter spiegare a tutti i cittadini, ma soprattutto a quelli che in questo momento di crisi stanno provando un crescente disagio sociale, che cerchiamo di farlo nel miglior modo possibile, a volte anche sbagliando; ma certamente non si va in piazza con la voglia di menar le mani,  ma si va comandati in servizio con la consapevolezza di contribuire ad un equilibrio democratico e con la voglia di finire presto e ritornare sani e salvi nel tepore delle nostre case e all’affetto delle nostre famiglie. Certo, sarebbe bello, e lo dico con il cuore, che ci possa essere un mutamento nell’informazione. Occorrerebbe far fare più notizia a chi utilizza metodi di rivendicazione e di lotta nonviolenti – anche eclatanti ma nonviolenti -  piuttosto che concedere eco, pagine e pagine, nonché ore ed ore di approfondimento televisivo a chi decide che l’unico strumento per essere notati è quello di spaccare delle vetrine oppure  delle teste a persone in carne ed ossa. Le giuro che ho la netta sensazione che a livello nazionale questo non accada  e così, solo per farle un esempio, anche le rivendicazioni dei sindacati di polizia – come di altre organizzazioni minoritarie – finiscono per non avere pressoché accesso agli organi di informazione nazionale. Del resto, quarantamila poliziotti in piazza, come noto, è quasi passato inosservato.

La violenza credo la si possa sconfigge, oltre che con l’applicazione codice penale, anche promuovendo a pieni voti a chi lotta per le sue idee facendo ricorso alla saggezza dei metodi, ancorché provocatori, rigorosamente nonviolenti.  Certo la si potrebbe sconfiggere anche con i “DASPO politici” – passando definitivamente da un diritto sanzionatorio del fatto ad uno dell’intenzione - come vorrebbe qualche politico di questa maggioranza, ma il costo per la nostra democrazia e la nostra Costituzione sarebbe altissimo; talmente insostenibile che la loro introduzione farebbe fare un salto all’indietro al nostro paese sino ai tempi in cui i regimi potevano avere la tentazione, nel pieno rispetto della loro legalità dittatoriale, di utilizzare preventivamente strumenti per impedire la manifestazione del dissenso nei loro confronti.  Ho un sogno Sig. Direttore, poter un giorno manifestare insieme ad altre categorie come le cosiddette “tre S” ( Sicurezza, Scuola e Sanità) . Essere un giorno insieme per sostenerci e manifestare in modo nonviolento e democratico le nostre giuste rivendicazioni. Un sogno che spero un giorno si possa avverare.

 

Il Segretario Generale provinciale SIAP

Sandro Chiaravalloti

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A
<br /> il sogno è anche il mio......il14 dicembre avrei voluto vedere le forze dell'ordine disertare e unirsi agli studenti creando attorno a loro un cordone che li proteggesse da questo governo farsa.<br /> credo che ognuno di noi, prima di appartenere a qualsiasi categoria .sia un cittadino che mai come adesso, dalla caduta del fascismo, sia chiamato a difendere la democrazia, la costituzione e la<br /> propria dignità che rischiano seriamente di soccombere ad una politica di casta, incapace e mafiosa come quella d'attuale governo.si possono fare tanti discorsi ma la realtà è che bisogna agire e<br /> in fretta perchè non c'è più tempo.il dialogo fra le varie realtà di lavoratori, studenti, precari ,migranti,semplici cittadini esasperati da abusi di potere di vario genere, è iniziato da tempo ed<br /> è a buon punto....mancate solo voi.<br /> <br /> <br />
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