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SINDACATO ITALIANO APPARTENENTI POLIZIA: IL SINDACATO DELLE POLIZIOTTE E DEI POLIZIOTTI

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QUALUNQUE COSA DECIDERAI TI CAMBIERA' LA VITA ....

SQUADRA VOLANTEHO LETTO QUESTA NOTA E SINCERAMENTE MI HA COLPITO .... NON SO CHI LA HA SCRITTA E, SE SI FACESSSE VIVO ,SONO PRONTO A METTERE LA SUA FIRMA ..... MA IN ATTESA, NON POSSO NON PUBBLICARE UN PENSIERO COSI' IMPORTANTE E SINCERO CHE SOTTOSRICRIVO PAROLA PER PAROLA  ..... GRAZIE CHIUNQUE TU SIA COLLEGA . Sandro Chiaravalloti Siap Piacenza

 

Dai comodi divani delle nostre case, da uno sgabello di un bar sorseggiando un caffè, da un sito internet consultato di sfuggita spesso apprendiamo, senza nemmeno chissà quanto approfondimento, le tragiche notizie di quella cronaca sempre più dura e violenta.
Così che tra le pieghe di quella collaudata prassi di considerare le notizie prodotti da vendere al grande pubblico si raccontano, nei tagli che meglio si ritiene opportuni alla platea a cui è rivolta, drammi umani e professionali che forse solo gli addetti ai lavori coinvolti nelle vicende potranno capire completamente.
Sono attimi certi drammi, attimi di vita reale, di grossi stravolgimenti, momenti dove tutto quello che hai di più caro ti passa davanti agli occhi con la possibilità di non rivederlo mai più.
Esiste davvero l’attimo della decisione giusta, dove devi essere tecnico, giuridico, pratico e mediatico, dove sbagliare sarà la tua certezza sperando che l’errore sia sempre giustificabile e non così grave.
E la cronaca è piena di errori di persone che nell’attimo che può valere una vita intera hanno sbagliato, almeno per chi andrà poi a leggere il “mediatico “ e il “giuridico” di quel gesto.
Così di quell’errore commesso in quell’attimo dovremo chiedere il perchè davanti a un giudice a quel Carabiniere che dopo un rocambolesco inseguimento in provincia di Bologna ha sparato all’indirizzo di un rapinatore fuggito a bordo di un auto rubata.
Dopo lo schianto dell’auto del balordo il Carabiniere inseguitore ha estratto la sua pistola è ha fatto fuoco contro il fuggitivo ferendolo seriamente a una mano.
La fonte mediatica riferisce che il militare ha così reagito poiché ha interpretato in un gesto compiuto dal malvivente ( la classica mano sotto i vestiti a mimare una pistola ) una minaccia per la sua incolumità.
L’interpretazione di quell’attimo vale oggi l’incriminazione del Carabiniere per lesioni volontarie, nulla da eccepire dal punto di vista giuridico….
Un altro attimo giunge invece da Torino, stavolta però è un poliziotto delle Volanti della Questura che, dopo un inseguimento al cardiopalma ai piedi della mole, colpisce a morte con la sua pistola un rapinatore il quale, secondo la fonte giornalistica, ha estratto un’ arma da fuoco costringendo l’agente ad abbatterlo.
Sono attimi, attimi che comunque ti cambiano la vita o a farla cessare per sempre, attimi dove una pistola mimata poteva essere vera o una pistola vera poteva invece essere una scacciacani, attimi che discriminano tra la vita e la morte, tra un brutto processo e un bel funerale, attimi dove non capisci chi è il buono e chi il cattivo visto che un fascicolo pronto ad essere aperto e dato in pasto alla pubblica opinione cambierà per sempre quella vita e quegli affetti che hai deciso di mettere davanti a tutto e che alle volte non saranno in grado di portare insieme a te il peso e il calvario di certi attimi.
Questo paese è meraviglioso per milioni di persone nel mondo, questo paese è la culla della civiltà giuridica di tutto il pianeta, questo paese è unico per le sue arti e le sue bellezze, ma in questo paese non è sempre bello fare il poliziotto!!!!

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