Ci attendiamo una pena severa e certa, per la barbara aggressione effettuata ai danni dei colleghi mentre effettuavano il loro dovere a tutela della comunità piacentina, in rappresentanza dello Stato Italiano. Ma purtroppo, uno di essi è già fuori. Ci attendiamo, dunque, che le pene siano giuste e che ci sia un giusto risarcimento al danno, in quanto l’aggressione oltre ad aver provocato ferite al corpo – anche di una certa entità – ha provocato ferite profonde all’animo di chi, ogni giorno, in rappresentanza dello Stato, indossa quella divisa con sacrificio e senso del dovere altissimo, nonostante , a volte, ci senta abbandonati , quando la qualità della vita lavorativa è pessima. Del resto, questi colleghi, tutti iscritti al SIAP e da me rappresentati, si vedranno riconosciuta, forse, la cosiddetta causa di servizio tra 6 o 7 anni se va bene, senza alcun risarcimento, mentre lavorano su strada con una indennità di servizio esterno e notturna ridicola, senza parlare , poi, dell’incertezza dei periodi di riposo , utili a recuperare le condizioni psicofisiche. Spero, pertanto, che la pena finale per gli aggressori, sia esemplare e democratica, affinché chiunque ci pensi ben 10 volte prima di aggredire un poliziotto che sta facendo il proprio dovere. Uno di questi, quello ferito in fronte, , ogni giorno, vedendosi la mattina allo specchio, noterà il segno indelebile di una aggressione gratuita. Spero, che in questo caso, a questi signori, venga ritirato il permesso di soggiorno e rispediti nel proprio paese di origine. Questo è un provvedimento da adottare da parte di ogni governo che si vede maltrattare chi rappresenta lo Stato in prima linea. Siamo d’accordo con il Sig. Sindaco che bisogna confrontarsi con queste comunità e che questa è la strada da seguire, ma nello stesso tempo, siamo convinti che a chi effettua una aggressione così efferata contro le donne e uomini dello Stato, non debba essere rinnovato il permesso di soggiorno.