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SINDACATO ITALIANO APPARTENENTI POLIZIA: IL SINDACATO DELLE POLIZIOTTE E DEI POLIZIOTTI

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DOCUMENTO FINALE 6° CONGRESSO PROVINCIALE SIAP PIACENZA

 

congresso (051)

 

 

AL SEGRETARIO GENERALE NAZIONALE SIAP

DR. GIUSEPPE TIANI                                                                             ROMA

 

ALLA SEGRETERIA REGIONALE SIAP                                                         RIMINI

 

AI MEMBRI SEGRETERIA E DIRETTIVO SIAP                                    PIACENZA

 

AL SEGRETERIA PROVINCIALE UIL                                                   PIACENZA

 

AL COLLEGHI                                                                                        PIACENZA

 

E,p.c.

 

AL SIG. QUESTORE DI                                                                          PIACENZA

AL SIG. DIRIGENTE COMPARTIMENTO POLSTRADA                      BOLOGNA

AL SIG. DIRIGENTE COMPARTIMENTO POLFER                              BOLOGNA

AL SIG. DIRIGENTE COMPARTIMENTO POLPOSTA                         BOLOGNA

AL SIG. DIRETTORE SCUOLA ALLIEVI AGENTI                                PIACENZA

AL SIG. DIRIGENTE SEZIONE POLSTRADA                                       PIACENZA

 

 

Oggetto: Documento Congressuale SIAP Piacenza.

 

La Segreteria Provincialedel Siap di Piacenza riunitasi in data 22 Ottobre 2010 presso la propria sede sindacale  ( Beppe Montana e Antonino Scopelliti) ; udita quale relazione quella del Segretario che avrebbe dovuto essere letta nel corso del 6° Congresso Provinciale “L’importanza del ricordo” la approvano.

 

La Segreteria Provincialerivolge un sentito ringraziamento a Dario Montana, fratello del Commissario Beppe Montana, e Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Scopelliti, per la loro presenza a Piacenza nel corso dell’intitolazione della sede sindacale provinciale in memoria del sacrificio dei loro parenti e, di più, per la loro odierna lotta contro ogni tipo mafia, per i diritti, il diritto, la libertà e la democrazia.

         Un ulteriore sentito ringraziamento , per i loro positivi e qualificati  interventi che hanno dato lustro alla nostra iniziativa va:  Al Sig. Presidente del Tribunale di Palermo Dr. Leonardo Guarnotta, al nostro Segretario Generale Nazionale SIAP Dr. Giuseppe Tiani,  al Sig. Questore di Piacenza Dr. Michele Rosato, alla Dott.ssa Maria Pia Romita, all’amico fraterno Pino Maniaci  Direttore di Telejato  al quale va la nostra solidarietà e vicinanza per le ultime minacce subite -, all’attore e scrittore Giulio Cavalli, al collega, amico e  scrittore  IMD – autore dei libri Catturandi e 100% Sbirro -, all’amica Paola Toti, all’Onorevole Paola De Micheli,  al consigliere Comunale Stefano Perrucci, al Segretario della Uil Massimiliano Borotti, al rappresentate dei Lions Dr. Claudio Tagliaferri  e a tutti gli intervenuti.

 

In un periodo nel quale le illegalità e gli opportunismi sembrano appannaggio delle persone che occupano le postazioni di maggiore responsabilità e, dunque, potere formale,  la Segreteria di Piacenza, a nome dell’assemblea congressuale, denuncia, quale nuova forma di controllo sociale una strisciante rimilitarizzazione anche della delicata materia, per una democrazia, dell’ordine e della sicurezza pubblica che, invece, la Legge 121/1981 aveva completamente affidato all’autorità civile.

L’operazione dell’impiego dei militari nel controllo del territorio e la stabilizzazione dell’ingresso nei servizi di polizia esclusivamente dopo aver prestato un servizio militare volontario assieme alla costituzione dell’Arma dei Carabinieri in quarta forza armata , appaiono decisive controriforme volte a rendere preponderante il ruolo della “militarità” in un ambito che invece richiede, in primis, la collaborazione col cittadino ed un servizio, all’interno dei confini statali, volto a promuovere e a garantire le libertà costituzionali.

In un’esperienza militare come quella italiana ove all’appartenente è pressoché impossibile ogni forma di discussione dell’ordine gerarchico, viene precluso ogni utile esercizio del diritto costituzionale ad associarsi in sindacati e, di fatto, vengono frapposti gravi ostacoli all’esercizio del diritto di elettorato passivo e di partecipazione alla vita politica del paese mediante l’iscrizione ai partiti queste controriforme ci appaiono come un grave rischio di “ritorno al passato” non democratico, non civile e non costituzionale anche per la Polizia di Stato ed i suoi cittadini-lavoratori.

Come denunciamo con seria preoccupazione questi tentativi sgangherati di federalismo in materia di ordine e sicurezza urbana rispetto al quale, al cospetto di un ingente impiego di risorse economiche, operative e – purtroppo – anche mediatiche, non corrispondono, a nostro avviso, altrettanto serie preparazione culturale e sensibilità alla materia dei diritti, delle libertà e dei doveri individuali.

La possibilità che i Sindaci autorizzino lo svolgimento delle cosiddette ronde o che, esercitino, un potere di ordinanza su delicati aspetti del convivere civile da una parte rischiano di fare della materia, in uno Stato regolato da un sistema di civil law, un arlecchino intollerabile in cui il cittadino fa ancor di più fatica ad orientarsi tra divieti ed autorizzazioni e quindi esercitare i suoi diritti e le sue libertà; dall’altra, di creare pericolose disgregazioni rispetto al monopolio dell’uso della forza.

Rispetto a questo panorama crediamo che debba da parte del sindacato di polizia avviarsi una forte lotta poiché si creino, quale antidoto alle gravi degenerazioni denunciate e ai gravi pericoli che incombono anche di ritorno a delle relazioni interne di tipo militare, le condizioni sociali e politiche per una nuova stagione autenticamente riformatrice.

Una nuova stagione riformatrice che passando per l’unificazione dei servizi di polizia statali – la sola capace di ridurre davvero sprechi e duplicazioni e quindi non deprimere ulteriormente le risorse messe a disposizione per l’efficienza e la retribuzione degli operatori - metta nuovamente in agenda la modifica del Regolamento di disciplina, il riordino della carriere, la regolamentazione – come avviene per altri servizi pubblici essenziali – del diritto allo sciopero e la possibilità, ancor più chiaramente di quanto avviene ora, che il cittadino-poliziotto eserciti in modo trasparente, aperto e meno farraginoso, il suo diritto costituzionale di associarsi liberamente in sindacati e in partiti.

La Segreteriadel Siap di Piacenza – riunitasi - valutata positivamente l’opera di sensibilizzazione fin qui compiuta dal precedente mandato sindacale si impegna a studiare e successivamente promuovere alla Segreteria nazionale,   ipotesi e progetti di riforma del comparto della sicurezza già depositati in Parlamento, compresi quelli volti alla smilitarizzazione di alcune delle forze di polizia oggi ad ordinamento militare quale tappa per la civilizzazione e l’unificazione di tutti i servizi di polizia, e infine, in piena collaborazione con la Segreteria Nazionale, a promuoverne la conoscenza e il dibattito interno ed esterno, valutando la possibilità che vengano eventualmente emendati ed integrati.

Danno mandato al Segretario, una volta valutati positivamente, di  proporli e sostenerli  presso gli organismi statutari nazionali affinché d’intesa si elaborino eventuali strategie di coagulo attorno ad essi del massimo consenso politico possibile e di appoggio anche mediante l’attuazione di forme che la Costituzione già prevede quali i referendum e le leggi di iniziative popolare capaci di produrre, senza mediazioni, effetti nell’ordinamento giuridico italiano ovvero di sollecitare il Parlamento alla effettiva calendarizzazione di taluni progetti.

Si impegna a continuare nell’opera di sostegno e di lotta in favore dei diritti e degli interessi di ogni singolo lavoratore di polizia presente in provincia anche sulla base della legislazione esistente.

In particolare crede che sia necessario dare un decisivo impulso alla piena applicazione su ogni luogo di lavoro del nuovo Testo Unico sulla Sicurezza dei Luoghi di Lavoro, anche negli aspetti fino ad esso più sottovalutati, come quello attinente al rischio stress e al disagio organizzativo direttamente incidente sul benessere e sulla salute dei lavoratori.

Si impegna , dopo la faticosa ma positiva fase di contrattazione decentrata, ad ogni opera utile di vigilanza in materia di applicazione di ogni parte dei singoli accordi raggiunti e proporne le modifiche qualora necessarie per il buon andamento del servizio teso a salvaguardare i diritti dei lavoratori senza svilire le vere e necessarie esigenze di servizio tese a salvaguardare  la sicurezza dei cittadini.

Propone ai delegati sindacali per il Congresso regionale e per quello nazionale, pur senza vincolo di mandato, che si facciano portavoce della presente mozione provinciale e che, nell’ambito del dibattito regionale, si proponga che la struttura sindacale regionale divenga un presidio efficace di sostegno operativo, di coordinamento,  informativo e formativo di tutti i quadri sindacali presenti nelle varie provincie dell’Emilia Romagna.

 

 

 

P. la segreteria Provinciale SIAP

Il Segretario Generale Provinciale

Sandro Chiaravalloti

 

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