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SINDACATO ITALIANO APPARTENENTI POLIZIA: IL SINDACATO DELLE POLIZIOTTE E DEI POLIZIOTTI

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LA MIGLIOR "ARMA" E' LA TRASPARENZA!

3Nell’interessante dibattito nel convegno effettuato a Ferrara dal Siap ( Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) e dall’Anfp ( Associazione Nazionale Funzionari di Polizia) , dopo i noti fatti del caso Aldrovandi e altri simili, abbiamo deciso di effettuare un interessante dibattito sull’intervento di Polizia in situazioni critiche , confrontandoci con altre realtà europee.

L’interessante dibattito ha permesso di affrontare tematiche sulla formazione dei poliziotti e sui mezzi in dotazione individuale e di reparto utili ad immobilizzare un qualsiasi individuo che durante un intervento di polizia , per vari motivi, va in escandescenza ed usa violenza tale da costringere gli operatori di polizia ad intervenire usando la forza.

Si è parlato quindi sulla formazione utile ad evitare l’uso della  forza,  sui mezzi in dotazione e soprattutto sulla trasparenza.

Quello che a mio parere è necessario, grazie al confronto avvenuto,   non è solo lo spray al peperoncino o una  pistola che emette scariche elettriche ecc..  utili a immobilizzare un individuo, ma la trasparenza dell’azione e del perché si è agito con la forza.

È bene evidenziare che la missione principale di ogni Poliziotto è quella di evitare lo scontro, di evitare l’uso della forza, ed è  questo quello che facciamo!

Ma a volte, è necessaria e per questo, la miglior dotazione che si può dare al personale, oltre ad una formazione davvero di qualità  è una telecamera!

         Attraverso questa, si può tranquillamente dimostrare come ogni collega fa di tutto per evitare lo scontro e come a volte l’uso della forza è inevitabile.

Solo attraverso la trasparenza, anche quella che possa dimostrare l’errore, noi tutti possiamo dimostrare come ognuno di noi opera per il bene di tutti  e per noi stessi.

Una trasparenza che faccia sentire il cittadino sicuro e che permetta a noi di migliorare .Una trasparenza che dia fiducia.

Ma per fare questo, ogni poliziotto, deve riconoscere nel suo interno diritti, democrazia, trasparenza che a volte, causa un sistema ancora non del tutto democratico, vengono negati al poliziotto stesso.  

Come può un poliziotto non venire influenzato negativamente se nel suo interno le garanzie democratiche a volte vengono calpestate?

UN POLIZIOTTO, A VOLTE, vedendosi negare i diritti, potrebbe fare lo stesso nei suoi interventi per imitazione – Involontariamente si adotta un comportamento negativo essendo questo presente nella propria vita lavorativa.

Dire anche questo è trasparenza!

In questi giorni ho in mano un provvedimento disciplinare dove il Sig. Capo della Polizia rigetta il ricorso di un dipendente .    

Nell’occasione il dipendente a propria difesa chiedeva che venisse sentito in sede di commissione  chi aveva contestato il fatto.

Aldilà di come la si pensi, Il diritto è stato negato in quanto chi ha deciso – il Questore -  ha ritenuto che non era necessario e che non avrebbe apportato vantaggio al dipendente che lo aveva chiesto.

Che strano, ti puniscono e dicono pure che ti aiutano  mentre ti ledono il diritto al contraddittorio che poteva avvenire in quella sede in quanto le contraddizioni erano tante e nella commissione c’erano 2 membri indicati dai sindacati e questi potevano fare delle domande. Cosa negata!

 In sostanza,  se un poliziotto  contesta un verbale al Codice della Strada ad un utente e questo effettua ricorso al Giudice di Pace chiedendo giustamente che il verbalizzante venga sentito dal giudice,  questo avviene, mentre se a chiederlo è un poliziotto per potersi difendere e dimostrare le sue ragioni questo viene negato.

Come può reagire un poliziotto in questo sistema dove l’inganno è quotidiano?

Come garantire il diritto se il diritto viene negato?

Quanto è pericoloso tutto questo?

In conclusione, giusto è che la Polizia deve essere trasparente con il cittadino e siamo noi poliziotti a dirlo, ma per raggiungere questo obiettivo,  da formare non sono solo  gli Allievi Agenti  e i Poliziotti in genere, ma anche e soprattutto  la Dirigenze di questo Paese che ci appare sempre non al passo con i tempi.  

Bisogna ammettere che nell’interno dove un poliziotto opera vengono compressi i suoi diritti e nello stesso tempo allo stesso  si chiede di difendere quelli degli altri nel difficile lavoro dove bisogna essere psicologi, piloti, infermieri, tiratori scelti, netturbini, vigili urbani, ecc. ecc..  bene, i poliziotti garantiscono tutto questo, ma credetemi, lo si fa per spirito di abnegazione e responsabilità civile personale e di qualche dirigente , bisogna ammetterlo, capace!

Una formazione per i poliziotti, ma come dicevo anche-soprattutto  per la classe dirigente,  che possa permettere da una parte,  a garantire i diritti dei cittadini e dall’latra , garantire i diritti dei poliziotti in modo tale che la dirigenza di questo Paese sia sempre più sensibile alla difesa dei diritti di TUTTI!

 

 

 

 

 

 

Il Segretario Generale Regionale Siap

Sandro Chiaravalloti

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